Tutto su Machine Man, il secondo album

L’album è ispirato alla musica di band come Iron Maiden, Helloween e Blind Guardian, inserendo venature prog dettate da Fates Warning e Queensryche e progressioni power thrash di band storiche come Forbidden e Metal Church. La varietà di queste ispirazioni si trova nei diversi brani, ma anche all’interno di un singolo pezzo, dove si alternano sezioni heavy, veloci e lente. L’album è stato scritto da Frank Andiver, Alessandro Cola e Tommy Pellegrini mentre i testi, tutti ispirati a riflessioni della mente sui sentimenti umani, sono stati scritti da Wild Steel e Alessandro Cola.

I formati CD e vinile saranno presto disponibili.

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Recensioni da tutto il mondo

Semplicemente, “Machine Man” non possiede punti deboli, non suona nostalgico e non è solamente un omaggio sentimentale ad un compagno che ha concluso il suo percorso prima del tempo. Vic Mazzoni vive ancora e lo farà sempre, nei solchi e negli strepitosi assoli del disco, inseriti in canzoni che profumano insieme di antico e moderno, e non dimostrano la loro età, tutt’altro.By Antonino Blesi on metallus.it

Chiunque ami la musica in generale e il power in particolare resterà estasiato ascoltando ‘Million To Ascension’. Per scegliere un brano preferito dovrei estrarre a sorte poiché, sia tra le canzoni più dirette, sia tra quelle meno semplici, nessuna annoia mai.By Paolo G. Baschiera on loudandproud.it

Verrebbe quasi da dire che questa lunga gestazione ha giovato ai brani contenuti in “Machine Man” ed un esempio lampante lo si incontra con le tortuose trame chitarristiche di “Million To Ascension”, pezzo eccelso che colpisce attraverso sonorità prog/power martellanti spinte da una sezione ritmica infuocata.By Federico Orano on metalitalia.com

Il disco dura poco più di ¾ d’ora di ottimo power metal, non ci sono canzoni di qualità inferiore all’ottimale, tutte si lasciano ascoltare in maniera molto piacevole e convincono sin dal primo ascolto. Dall’opener “Edge of life”, alla dolce ballad “Look behind me” o alla velocissima title-track, passando per le affascinanti “Fallin’ time” e “Calling”, per poi concludersi alla grande con “Coming back”.By Ninni Cangiano on allaroundmetal.com

Non mancano inflessioni dure nella trama del metal melodico espresso, anche se sono avvolte da una sonorità mai pesantissima. Di base siamo di fronte ad un netto Heavy Metal di stampo italiano, in quella via italica al Power Metal tracciata da VisionDivine e Labyrith in una maniera tutta melodica che ha le sue matrici scandinave senza però rimanervi relegati, e diversa da quella teutonica più quadrata.By Roberto Sky Latini on tempiduri.eu

Nove brani che uniscono la matrice power melodica e potente con istanze progressive senza rinunciare all’imprescindibile vocazione metal.By Nimda on noirocker.it

Un disco imperdibile che posiziona di diritto gli Oracle Sun tra le voci più autorevoli della floridissima scena hard and heavy italiana.By G. Ventrone on rockmylife.it

Nelle nove tracce potete trovare un chiaro approccio al power europeo, con classici momenti progressive - le due chitarre e le tastiere vanno a braccetto insieme ad una sezione ritmica che si stabilisce ora su massicci groove, ora su abili intrecci tipici del genere.By Matt Coe on deadrhetoric.com

Non c'è posto per la noia in Machine Man, gli Oracle Sun brillano in tutto il disco con il loro power/prog aggressivo, un album che vi divertirà. Spero di aspettare un po' meno per il terzo disco!on powermetal-warrior.blogspot.com

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Machine Man

Release Date : Dicembre 18, 2020
Format : Digital Download

Membri degli Oracle Sun:

Wild Steel – voce
Tommy Pellegrini – chitarra
Giacomo Paradiso – chitarra
Frank Andiver – batteria
Alessandro Cola – basso
Alessio Pascucci – tastiera

+ Vic Mazzoni: tutti gli assoli di chitarra *
+ special guest: Roberto Tiranti cori su tutte le tracce e voce solista sulla traccia 9.

Questo album è dedicato alla memoria del nostro amico Vic Mazzoni.

Tutte le canzoni sono scritte, composte e arrangiate da Tommy Pellegrini, Alessandro Cola e Frank Andiver. Tutti i testi di Wild Steel e Alessandro Cola, tranne il primo assolo sulla traccia 2 di Tommy Pellegrini e il primo assolo sulla traccia 6 di Giacomo Paradiso.

Registrato e mixato da Frank Andiver alla Zenith Recordings di Lucca, Italia. Mastering di Davide Prew al Meda Sound di Lucca, Italia.

Etichetta: Volcano Record & Promotion.